Outlook invernale parte 2

Cominciamo subito col ricordare, che la dinamica atmosferica non ha seguito quanto avevamo ipotizzato nella prima parte dell’outlook.

Non è avvenuta la destrutturazione del vortice polare, e l’onda atlantica non è stata in grado di raggiungere quella criticità necessaria per mandare in aria il castello.

Da tale dinamica è uscito fuori un vortice polare molto rafforzato, il quale molto probabilmente produrrà un ESE, ovvero un evento stratosferico estremo di tipo cold.

Gli eventi cold sono quelli caratterizzati da un intenso raffreddamento della massa del VPS (stratcooling) con un deciso incremento della corrente zonale.

Tale evento avrà una risonanza immediata e con grosse probabilità riuscirà a condizionare la circolazione troposferica nei prossimi 40 gg.

La previsione delle velocità zonali mostra un vps forte.


Era da aspettarselo, nonostante i continui rimandi modellistici, che ci hanno fatto procrastinare l’uscita di questo outlook a causa della bassissima predicibilitá atmosferica, ed è arrivato il momento in cui il vortice polare riuscirá a vincere le insidie delle due onde planetarie e a riconquistare la sua sede naturale: il polo geografico.

Il vortice polare, centrato e senza alcun disturbo

Cosa aspettarsi?

Certamente verranno sopraffatte tutte le velleità invernali (Già misere di una stagione molto mite) nel momento in cui avverrà la risonanza stratosferica, e tale dinamica condizionerà il valore medio del vortice polare nei prossimi 40 gg ca.

C’è da attendersi una discreta irruzione fredda a partire da metà mese, forse l’unica di rilievo, questo a causa del disturbo all’equilibrio idrostatico dato dall’accentramento del vps. Infatti, il crollo di pressione sulla verticale del polo geografico tende a richiamare calore dalla troposfera, generando una possibile azione di blocking, estemporanea.

È finito l’inverno?

Seguendo la statistica non ci sono grandi chances per ulteriori azioni invernali, tuttavia è bene ricordare che non si può dare per scontata la risonanza di tale evento e, quindi, anche il suo condizionamento.

La via di uscita da questa complicata situazione per la stagione invernale sarebbe una decisa risposta troposferica, cosa che ancora non è valutabile, e le probabilità che avvenga sono molto esigue, è bene dirlo senza tanti giri di parole.

Ci torneremo, seguite gli aggiornamenti.

Mjo, misura la convezione tropicale e il suo rientro nel cerchio è segno dell’arrivo dell’ESE

Lascia un commento