OUTLOOK inverno 2019/20

OUTLOOK inverno 2019/20

Salve amici di Meteo Castelli Romani, bentrovati con la consueta rubrica sulla tendenza meteorologica invernale.
La situazione teleconnettiva appare decisamente più rosea rispetto allo scorso anno, ma due elementi spiccano fra tutti:

La QBO (Quasi biennal oscillation) che sta per tornare negativa;
La B & D circulation, il grande nastro trasportatore di ozono, che appare in grande forma.

Entrambi, se collegati ad un intenso minimo solare, possono ostacolare l’azione di rifrangimento da parte del vortice polare, nei confronti delle onde troposferiche.

Il loro effetto è ben visibile anche sulla circolazione del VP stesso che, a livello troposferico, è risultato abbastanza debole.

Speculare la situazione della porzione stratosferica del VPS, il quale non ha trovato la capacità di approfondirsi in maniera netta, come succedeva spesso negli ultimi anni, per merito anche dell’azione contemporanea di due onde planetarie, a conferma di quanto detto prima.

Anche la circolazione nord atlantica (NAO index), ha mostrato un chiaro segnale di come l’atmosfera sia propensa ad una circolazione zonale molto lasca. Abbiamo poi imparato in questi anni come la NAO autunnale sia un ottimo predictor della forza del vortice canadese, e finora la stessa ha avuto un andamento mediamente negativo. Non si prevedono scossoni in merito a quest’ultimo andamento.

Conferma di tale circolazione si trova anche nel campo delle anomalie termiche oceaniche, le SSTA.

Sul comparto Atlantico, la situazione è evidentemente distribuita, come in gergo tecnico si dice, da tripolo negativo.

Questo tripolo favorisce ed è favorito da una circolazione da NAO – – ad ulteriore conferma del pattern atmosferico che vi illustreremo.

Sul lato Pacifico la PDO torna a viaggiare su valori neutrali o leggermente negativi, e l’area Namias ha anomalie molto positive.

Questi due fattori possono modulare l’anticiclone delle Aleutine, aumentando le insidie per il vortice polare sia sul piano troposferico che quello stratosferico.

Per finire un ENSO (el Nino/la Nina) leggermente positivo con anomalie positive maggiormente distribuite sul lato occidentale.

Tutti questi fattori si vanno ad inserire in un quadro atmosferico che vede un vortice polare apparentemente forte, ma con un “lato debole” proprio sul settore Atlantico.

Una mancanza di supporto, e di iniezione di vorticità positiva, da parte dei piani alti, non permette al vortice polare di assumere la classica posizione chiusa e centrata, definita “a prima armonica“, anzi, la presenza di continui disturbi da parte delle onde planetarie genera progressive rifrazioni verso l’alto delle ondulazioni positive, con i primi heat flux event già alle porte.

Si è creato così un pattern atmosferico con uno “storm track” molto basso (e in Italia ce ne siamo accorti) e una zonalità molto debole, che ha scavato un’enorme area depressionaria in Europa, e ha innalzato un muro di blocco anticiclonico sull’est Europa. Muro che lascia il fianco scoperto sul lato asiatico favorendo un forte raffreddamento dell’area siberiana.

Tale forte raffreddamento potrebbe essere visto come la goccia che fa traboccare il vaso, riempito dalla situazione sopra esposta, la quale potrebbe portare a un’escalation di heat flux event, fino a sfociare in un MMW di tipo split nel mese di dicembre.

Dunque, per la prossima stagione invernale ci aspettiamo un inverno molto dinamico, fatto di scambi meridiani, e di una circolazione NAO negativa nella media trimestrale.

Precisamente il primo scambio potrebbe essere quello che andrà a colmare la lacuna barica mediterranea. Tra la fine di novembre ed inizi di dicembre, la rotazione antioraria del VP potrebbe portare affondi perturbati più in direzione della porzione di oceano atlantico orientale, con un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche.

Sarà una tregua di breve durata, in quanto questa fase probabilmente terminerà con la formazione di un potente anticiclone in area scandinava, con un afflusso di correnti fredde in direzione dell’Europa.

Anticiclone che sarà l’incipit, ovvero l’innesco, di un potente riscaldamento stratosferico che riguarderà la fine del mese di dicembre.

Un MMW di tipo split che sfocerà poi in troposfera con un ulteriore consolidamento del pattern NAO -, e con una grossa porzione di vortice siberiano a ridosso dell’est europeo.

By Antonio Federici

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